Quando la passione diventa identità: un weekend tra Collie, persone e storie
di Alex Solbiati, presidente Società Italiana Collies

Ci sono eventi che restano semplicemente piacevoli ricordi, e altri che lasciano qualcosa di più profondo. Questo weekend (24–25–26 aprile 2026, Bellaria-Igea Marina), nato dall’entusiasmo e dalla dedizione di Filippo Capriotti, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Filippo, grande amante della razza, conosciuto inizialmente sui social per i suoi video divertenti realizzati insieme ai suoi Pastori Scozzesi, ha saputo nel tempo affiancare all’ironia anche una divulgazione sempre più consapevole e rispettosa della razza, proprio grazie al vissuto quotidiano con i suoi cani.
Ha così creato un’occasione autentica di incontro tra appassionati di Collie, unendo leggerezza e contenuto, gioco e consapevolezza. Quando mi ha invitato a partecipare, in qualità di presidente della Società Italiana Collies, per raccontare il lavoro del club e il valore della tutela della razza, ho accolto con piacere. Ma ciò che ho trovato è andato ben oltre ogni aspettativa.
Non è stato solo un momento per parlare di allevamento, selezione, salute, carattere, indole e morfologia. È stato, soprattutto, un momento per ascoltare, per osservare, per rendersi conto che esiste una comunità viva, attenta, profondamente legata a questi cani.

Molte delle persone presenti, infatti, non partivano da zero: erano già state accompagnate in un percorso di conoscenza dai loro allevatori, che avevano trasmesso informazioni corrette e consapevoli. In tanti interventi si percepiva chiaramente come questa divulgazione fosse in linea con ciò che la Società Italiana Collies si impegna a promuovere quotidianamente nella tutela del Rough e dello Smooth Collie.
Una continuità di intenti che si riflette anche nel rispetto di un codice etico condiviso, che trova solide basi nei principi indicati dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, e che rappresenta non solo una linea guida formale, ma un vero e proprio approccio culturale all’allevamento e alla responsabilità verso la razza.
La cosa più sorprendente è stata proprio il livello di partecipazione e consapevolezza dei presenti. Non un pubblico passivo, ma persone informate, curiose, desiderose di approfondire. Le conversazioni nascevano spontanee, si intrecciavano tra esperienze personali e domande tecniche, tra aneddoti divertenti e riflessioni serie. In quei momenti si percepiva chiaramente che la passione per il Collie non è mai superficiale: è qualcosa che si costruisce, che cresce, che si condivide.

E poi ci sono stati i momenti più semplici, quelli che raccontano più di mille parole. Come la passeggiata serale, in un’atmosfera leggera, quasi sospesa, tra risate e sguardi complici. Da fuori, qualcuno osservando il gruppo ha esclamato: “Quanti Lassie!”
Una frase apparentemente banale, ma che ha acceso subito una risposta spontanea e, in un certo senso, profondamente significativa. I proprietari, con naturalezza e senza alcuna arroganza, hanno spiegato che “Lassie” non è il nome della razza, ma il nome di un cane: un Pastore Scozzese divenuto simbolo. Un cane che ha certamente contribuito a rendere il Collie famoso nel mondo, ma che non può e non deve ridurre l’identità di una razza così complessa, elegante e ricca di storia.
In quella risposta c’era tutto: conoscenza, rispetto, orgoglio. C’era la consapevolezza di appartenere a qualcosa di più grande di un’immagine stereotipata. C’era la dignità di una razza che non è solo iconica, ma profondamente strutturata, sia dal punto di vista morfologico che caratteriale.

Durante il weekend non sono mancati momenti di formazione, come la parte teorica dedicata al primo soccorso veterinario, che ha aggiunto valore concreto all’esperienza. Ma ciò che ha reso davvero speciale questo evento è stato il continuo scambio tra le persone: dubbi affrontati insieme, tematiche approfondite, falsi miti chiariti. In particolare, è stato molto importante poter parlare apertamente di argomenti spesso fraintesi sui social, come le malattie tipiche della razza, le colorazioni del mantello o l’interpretazione dello standard.
La presenza della Società Italiana Collies in questo contesto ha permesso un confronto diretto, reale, senza filtri. Ed è forse proprio questo il modo più efficace per fare divulgazione: non dall’alto, ma dentro le esperienze, tra le persone.
Ciò che resta, tornando a casa, non è solo il ricordo di un bel weekend. È la consapevolezza che esiste una rete di appassionati vera, competente e appassionata. È la certezza che eventi come questo, così come quelli che la Società Italiana Collies organizza — accanto alle fondamentali verifiche zootecniche — possano crescere e svilupparsi sempre di più, diventando punti di riferimento concreti per la divulgazione, il confronto e la condivisione.
Luoghi in cui si incontrano non solo cani e proprietari, ma storie, visioni e valori condivisi.
Perché alla fine, il Collie non è solo una razza. È un modo di viverla. E in giornate come queste lo si percepisce chiaramente, in ogni sguardo, in ogni parola, in ogni passo fatto insieme.
